Bonus per cani e gatti: la proposta della LAV

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Bonus per cani e gatti: la proposta della LAV

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La LAV ha presentato al governo una proposta di legge per includere nel Decreto Rilancio una misura per il rimborso delle spese sostenute per la cura e le adozioni di cani e gatti.

Gli animali domestici non sono un lusso. E’ questo lo slogan scelto dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) per sostenere una proposta di legge che mira a fornire un aiuto concreto ai proprietari di cani e gatti. L’associazione è da anni impegnata in una battaglia – legale, fiscale e culturale – a favore degli animali domestici e pochi giorni fa ha presentato al Governo Italiano una mozione per includere la cura degli amici a 4 zampe e le adozioni tra le nuove misure del Decreto Rilancio. Lo scopo dell’iniziativa è dare un sostegno economico alle persone che si prendono cura di animali domestici e che, a causa dell’emergenza Coronavirus, si trovano ad affrontare una profonda crisi economica.

Il direttore generale LAV Roberto Bennati ha spiegato che “la crisi economica causata dal coronavirus potrebbe ripercuotersi gravemente sul benessere degli animali domestici. C’è il rischio che esplodano episodi di maltrattamento o che si possa acuire il fenomeno di randagismo. Durante la prima fase dell’emergenza, la nostra associazione si è ritrovata infatti a dover gestire oltre 15 mila richieste di aiuto, oltre a fornire assistenza diretta grazie a un’ambulanza veterinaria e all’aiuto di 150 volontari in tutta Italia”.

Bonus per cani e gatti: cosa propone la LAV

Per aiutare i proprietari di animali domestici in difficoltà economica a causa del Coronavirus, la LAV ha proposto l’assegnazione di un contributo una tantum dal valore di 200 euro per ogni cane e di 100 euro per chi ha un gatto di cui prendersi cura. Uno dei requisiti per usufruire di questo bonus dovrebbe essere la regolare iscrizione dell’animale all’anagrafe comunale. La proposta della LAV prevede anche l’introduzione di una animal social card con un contributo annuale di mille euro riservata a redditi fino a 55 mila euro (500 per chi supera la soglia, ma adotta al canile). L’associazione chiede inoltre una riduzione dell’Iva al 4% sugli alimenti per animali domestici.

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