Gatto: pro e contro della castrazione e sterilizzazione

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Gatto: pro e contro della castrazione e sterilizzazione

La sterilizzazione o la castrazione sono spesso argomento di discussione, se da un lato i più sensibili ritengono siano procedure barbare da far subire al proprio gatto, dall’altro si possono prevenire diverse malattie.

Questo articolo vuole fare chiarezza soprattutto a chi è indeciso se sottoporre o meno il proprio animale a questo intervento. Innanzitutto ci sono delle differenze tra la castrazione e la sterilizzazione, vediamo quali:

Castrazione

La castrazione è il termine usato principalmente quando si tratta di gatti maschi, l’intervento consiste nell’orchiectomia, ossia l’asportazione dei testicoli mediante anestesia locale. Si ricorre alla castrazione quando i testicoli del micio sono discesi completamente, cosa che avviene tra i sei e i dieci mesi di vita. L’intervento serve a privare il gatto degli ormoni che regolano il comportamento sessuale, così da far cessare il desiderio e l’istinto ad accoppiarsi. Normalmente vengono applicati pochi punti di sutura, i quali cadono da soli, in altri casi viene usato uno spray cicatrizzante che favorisce la guarigione in tempi brevi. Il felino maschio in calore, tende a fare dei piccoli spruzzi d’urina per marcare il territorio, questa emana un odore assai sgradevole pertanto meglio programmare l’intervento nei tempi giusti.

Sterilizzazione

La sterilizzazione della gatta femmina ha tempi di guarigione un pò più lunghi in quanto l’intervento è un pò più invasivo, viene effettuata un’ovariectomia, ossia asportazione delle ovaie mediante incisione nell’addome, oppure ovario-isterectomia, la rimozione sia dell’utero, sia delle ovaie. La proceduta avviene in anestesia totale, con una delle due tecniche più comuni: si rasa il pelo e si pratica una incisione ventrale, (che richiede una visita di controllo per eliminare i punti di sutura) oppure una incisione laterale su un fianco, questa  viene effettuata per i tempi di convalescenza più brevi e per i punti di sutura a dissolvenza organica. La sterilizzazione è consigliata prima del primo estro, quindi sui 4 mesi, ma viene praticata anche su gatte più anziane. Può capitare che un’ovaia o del tessuto ovarico non viene rimosso perché troppo aderente e mimetizzato: per questo la gatta può entrare in calore e si dovrà procedere con una seconda operazione, in quanto può portare all’insorgenza di tumori.

Pro

  • I gatti saranno molto più tranquilli, anche in periodi dove normalmente prendeva il sopravvento l’istitinto di accoppiarsi, il gatto rimarrà in casa o comunque prediligerà dormire.
  • Le gatte che solitamente sono  soggette alla piometra, ( ispessimento dell’utero che si tramuta in una infiammazione cronica), non correrà più il rischio di contrarre questa infezione. Entrambi gli interventi non richiedono cure particolari, solo dare un occhio se il micio si lecchi troppo spesso la ferita.

Contro

  • Il gatto potrà soffrire (questo i primi tempi) di perdite di sangue, gonfiori e arrossamenti, in questo caso meglio contattare subito il medico veterinario.
  • L’obesità, sia il gatto maschio che la gatta femmina, tenderranno ad ingrassare, quindi è bene seguirlo moderando la quantià di cibo secco alternandolo a quello umido.
  • Cistite, il gatto maschio può andare incontro a problemi di cistite, quindi sangue nelle urine, possono esserci dei calcoli e avere stress per i cambianti vissuti. Questa si cura con un antibiotico prescritto dal veterinario, ma è consigliabile somministrargli una volta al mese cibo specifico per il tratto urinario, in modo da mantenere pulito il canale delle urine, e cercare di evitare fonti di stress.

C’è una domanda però che assilla quasi tutti i padroncini: “il mio gatto cambierà carattere” ? Assoultamente no!

Entrambi gli interventi non incidono sui tratti caratteriali del gatto, naturalmente i primi giorni potrà stare per conto suo ma è anche comprensibile. Se il gatto era coccolone prima lo sarà anche dopo, se era iperattivo resterà tale.
Con la sterilizzazione l’unico comportamento che viene modificato è quello sessuale: il gatto, sia maschio che femmina, non cercherà più di accoppiarsi disperato, se prima c’era il rischio di un miagolio continuo per il calore, dopo miagolerà il giusto e se parliamo di gatti che spesso escono liberi, prima potevano rischiare di azzuffarsi, dopo rimarranno più vicini a casa diventando un po’ più pantofolai.
Dopo l’intervento, a distanza di una decina di giorni, è bene fare una visita di controllo, per controllare lo stato di guarigione.

C’è poi una terza strada, la soluzione chimica. Esiste, infatti, la possibilità di procedere con una castrazione o una sterilizzazione chimica. Come funziona? Si tratta di un impianto sottocutaneo che viene posizionato con un’iniezione dal veterinario, l’impianto rilascia un prodotto specifico che inibisce la produzione di testosterone e spermatozoi con effetti che sono identici alla castrazione chirurgica, per un tempo limitato però. Questa scelta di solito viene presa in considerazione per lo più per i maschi.

Per ulteriori informazioni non esisate a contattarci.

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